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» martedì, 30 novembre 2004




CINEPOLIO TORINESE

Mi ha sempre fatto impazzire l'idea di Torino capitale del cinema. L'avrete letto in mille libri ma è a due passi dal Po che hanno girato Cabiria, così come torinese era Emilio Ghione passato alla storia per il personaggio di Za-la mort (chi non se lo ricorda :-D ). Per chi come noi del collettivo Bamboo vive da sempre a Torino, è difficile pensare che qui, dove l'ombra lunga della FIAT incombe su tutto, sia potuto esistere un tempo diverso: tempi di sperimentatori folli che con due tendoni e una macchina da presa costruivano sogni in bianco e nero. Vivere nella stessa città di Pastrone e degli altri pionieri del cinema mi piace vederlo come un piccolo segno, o se volete un buon auspicio per i nostri progetti presenti e futuri. Ma non è di questo che volevo parlare. Più che altro volevo segnalare a chi ama gli albori del cinema, l'appassionato sito della Associazione Fert dedicato nello specifico alla storia della Fert Cinematografica e più in generale all'epoca d'oro del cinema a Torino. Nient'altro per oggi...in attesa di Cane Escluso.


scritto da louga | 14:17 | commenti (2)


» lunedì, 29 novembre 2004




ETHAN, JULIE E L'UOMO CON LA TUTA ROSSA

Me lo aspettavo esattamente così Before Sunset. Una chiacchierata che riprende dieci anni dopo, questa volta a Parigi, con lo stesso impeto e voglia di capire e capirsi, con la stessa curiosità di scoprire il mondo “come se ogni giornata fosse l’ultima”. Non grido al capolavoro e sono cosciente dei miei limiti di inguaribile romantico ma credo che Before Sunset tocchi certe corde profonde, quasi inconsce. E allora esci dal cinema ancora teso, con l’occhio un po’ lucido, perché in testa ti risuona il valzer di Julie Delpy e ripensi a quelle rughe di Ethan che in fondo sono anche le tue. Come tue sono le paure di Jesse e Celine, la loro voglia di fare fare fare, anche se non puoi comunque prescindere dai doveri grandi e piccoli di ogni giorno. Belli i dialoghi a volte più banali a volte più interessanti ma mai noiosi: se considerate che il film è una lunga chiacchierata di un’ora e mezzo beh credo siano stati bravini no? Belli i movimenti di macchina quasi invisibili e la Parigi anonima che fa da sfondo alla storia (fatta eccezione per il giro finale sul battello…ma va beh!). Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, c’è un errore di montaggio (il tipo con la tuta rossa sul lungo Senna che compare a metà film circa). Ma se pensate che l’hanno girato in quindici giorni ci può anche stare! Unica avvertenza: se non vi era piaciuto Lost in Traslation, lasciate perdere Before Sunset: anche qui c’è l’amore non detto, c’è la sensazione tremendamente da adulti dei sogni che si perdono nella traduzione in realtà, ci sono i silenzi e gli sguardi dei protagonisti che ti prendono allo stomaco, c’è tutto e c’è niente, un po’ come nelle nostre vite…o almeno nella mia.


scritto da louga | 14:59 | commenti (2)






UN CONDOMINIO PARTICOLARE...

CondominiumVisto che al momento non ci sono frenesie cinematografiche particolari, e che non vogliamo lasciarvi troppi giorni senza nostre notizie, inauguro una nuova rubrica di "storia della Bamboo Productions"... No, non voglio fare lo spaccione. Però sono ormai cinque anni che portiamo avanti questa passione, e non tutti (anzi, relativamente poche persone) conoscono i nostri corti precedenti a quello in lavorazione. Volendo partire dall'inizio, perciò, bisogna parlare di... Condominium. Come forse si capisce dai nostri post, siamo cresciuti come tre cinefili accaniti. Una sera, colti da un'improvvisa ispirazione, abbiamo pensato: ma perché non utilizzare la videocamera di Lorenzo per fare un corto di fiction? Quella videocamera Sony Hi-8 (mi pare) era il nostro unico strumento. Abbiamo iniziato a filmare praticamente in sequenza la storia di un uomo che deve pagare l'affitto alla sua vecchia padrona di casa e che sogna di ucciderla violentemente (una storia veramente autobiografica!). Da lì è nata l'idea di strutturare il film in tre episodi, collegati da un fil rouge comune. I tre episodi sarebbero stati girati tutti nello stesso palazzo e avrebbero raccontato le storie di tre abitanti del "condominio". Il filo conduttore sarebbe stato il portinaio (l'attore Fabio Irato), che avrebbe dovuto presentare queste storie surreali e grottesche un po' come lo zio Tibia in Creepshow. Detto fatto, nel giro di un inverno freddissimo (1999-2000) abbiamo realizzato altri due episodi e le scene di raccordo. Nel secondo episodio uno spaghetto lunghissimo si fa inseguire da un uomo affamato finché la ricerca non si conclude... nel piatto di un vicino di casa. Nel terzo episodio, un uomo un po' brillo scopre che nel suo garage è ospitato un bar (e un barista) molto... particolare. Durante il montaggio (realizzato con il mitico Première 4), il Condominium era ormai diventato una sorta di "inferno" alla Dylan Dog in cui gli abitanti ripetevano le stesse sordide azioni controllati dal fantomatico portinaio, un po' Caronte e un po' personificazione del destino. Abbiamo chiamato Fabio e Moreno Moretti, che hanno composto le musiche originali del film (che io trovo veramente azzeccate e significative) e infine abbiamo doppiato i rumori (stile Nichetti) e le parole del portinaio in voce off. Nessun dialogo in presa diretta perché non c'erano assolutamente i mezzi per farlo. I tre episodi sono muti, in bianco e nero, con il marchio di fabbrica dei nostri tagli inusuali ed espressionisti (la cui apoteosi si trova in L'esperimento del dottor Kurlov, del 2002). Al Festival del cinema Trash, cui l'abbiamo mandato nel 2000, non si è qualificato perché è stato considerato un corto "troppo curato". Devo ancora capire adesso se si tratta di un complimento o di un difetto...! :-)) Il film dura quasi 20 minuti ed è visibile on line sul nostro sito www.bambooproductions.net.


scritto da pietroizzo | 11:13 | commenti (2)


» mercoledì, 24 novembre 2004




AZERBAIGIAN, BULGARIA E MIRACOLI

Abbiamo finito alle tre del mattino. A dire il vero io ero finito, terminato, sfatto alle due del mattino ma i prodi bamboofratelli ci davano ancora dentro come assatanati. Obiettivo: montare tutto il materiale filmato domenica. Con una performance da Guinness dei Primati siamo riusciti a costruire un buon tre quarti del film. Sta venendo bene la "creatura", considerando lo sconforto iniziale nel vedere parte delle immagini rovinate da una luce non proprio ottimale. Ma è in questi frangenti che arriva Yper Marco: indossa il tutino da super eroe di Premiere e paf paf due colpetti qui, un trucco bulgaro lì riesce a recuperare l'irrecuperabile. I suoi compagni del collettivo lo guardavano ammirato ieri sera. Ma lui aveva ancora un'arma in serbo: le modifiche "azerbaigiane" dell'audio. Così sono state definite dal nostro gruppo di lavoro quelle modifiche veloci ma efficaci sull'audio che ti consentono in tempi a dir poco rapidi, ma con la precisione di una bomba intelligente di eliminare fruscii indesiderati piuttosto che pompare un audio non proprio perfetto. Per un trucco azerbaigiano ottimale è fondamentale imporsi di lavorare solo dalla timeline di Premiere facendo ogni tanto delle incursioni, ma poche mi raccomando, su Sound Forge. Tornando a CANE ESCLUSO, lo abbiamo definito l'incursione del collettivo bamboo nel punk (per ora non posso svelare di più), ma sopratutto nella commedia. Dopo anni di cortometraggi tragicomici, venati da una sottile cupezza (manco tanto sottile), abbiamo deciso di sperimentare una strada diversa. Merito sopratutto di Gabriele Romagnoli e del suo racconto fantastico. Contiamo, non appena sarà tutto montato di contattarlo per potergli chiedere un parere personale su quanto stiamo creando. Speriamo bene! Forse ci sarebbe altro da dire su Cane Escluso, sul montaggio di ieri notte e tutto il resto, ma sono veramente devastato.


scritto da tuopadre | 09:15 | commenti (4)


» domenica, 21 novembre 2004




3.12 SECONDA... AZIONE!

Cane esclusoCi siamo, ci stiamo troppo dentro! Rispetto al piano di produzione certosinamente redatto nei giorni scorsi, oggi - tra le 12 e le 15, in tempo veramente record - siamo riusciti a riprendere praticamente tutte le inquadrature del corto al casello di Bruere. I casellanti sono stati gentilissimi, e ci hanno lasciato lavorare con tranquillità. Per ottimizzare i tempi, abbiamo deciso di ricorrere al trucco più tipico delle riprese cinematografiche, e cioè quello di accorpare le riprese simili. Il povero Sandro (l'attore che interpreta il ladro d'auto nel nostro corto) ha faticato un po' ad adeguarsi a questa situazione, ma poi ha ingranato alla grande (e devo dire che la sua è veramente una faccia... giusta)! In pratica abbiamo ripreso prima tutti i totali frontali della macchina, poi quelli da dietro, poi tutti i piani dall'interno della vettura, poi tutte le "soggettive" dell'automatic cash (realizzate con obbiettivo fish-eye), poi tutti i dettagli della macchinetta ed infine tutti i primi piani e le soggettive del ladro. L'altro modo di riprendere, che in alcune occasioni è sicuramente da preferire, è quello di girare tutto in sequenza (della serie: lo fa Wong Kar Wai, possiamo farlo pure noi!)... In pratica parti dalla prima inquadratura in sceneggiatura e vai avanti fino all'ultima. Però ti devi spostare come un grillo qua e là e perdi un sacco di tempo. Il vantaggio è che tutti, attori compresi, entrano meglio nel mood e capiscono perfettamente ciò che stanno facendo. Comunque sia, è andata. Per maggiori informazioni / impressioni su questa giornata di riprese, rimando ai post dei colleghi che di sicuro avranno qualche altro aspetto tecnico da approfondire. Io sono confuso e felice... ma decisamente catatonico!


scritto da pietroizzo | 23:31 | commenti (5)

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