La musica incontra le immagini e insieme fanno una gran bella figura. Dopo la pausa di riflessione su musica e tutto ciò che gli gira intorno, abbiamo ripreso a camminare. E lungo il cammino che succede? Succede che ti si para innanzi Riccardo, la sua musica e il suo amore per la musica. Ci accompagna da qualche settimana in questa nuova avventura ed è bello. E' bello sguazzare tra i suoi fogli pieni di note e correzioni, lasciarsi ipnotizzare dalla sua mano che batte il tempo mentre canticchia le sue proposte musicali. Per adesso abbiamo in mano un paio di pezzi e la faccenda promette bene. Bello spirito di gruppo, e ottime vibrazioni. Vi terremo informati!
Le riprese finali non si possono fare. Non finché il Torino Film Festivalincombe con i suoi tendoni e la sua Fiat Punto che rompe i coglioni proprio all'angolo tra via Verdi e via Montebello. La tentazione di snobbare il TFF c'è, dato che alla fine noi - come registi - non ci "stiamo dentro". Però il festival è sempre il festival, e si sta volentieri in coda digiuni per delle mezze ore per poter vedere qualche eventone, tipo il Director's Cut di The Warriors, introdotto da Walter Hill in persona, o l'anteprima mondiale di Masters of Horror, la miniserie firmata Argento, Carpenter, Romero, Dante, Landis, etc etc. Meno volentieri per vedere i film che hanno passato l'Anteprima cui abbiamo partecipato anche noi, che a ben vedere non hanno tutto questo interesse. E poi, insomma, dovendo scegliere io personalmente preferisco John Carpenter, se devo spendere qualche euro. Quando vai al festival ci sono sempre i soliti volti noti, ti siedi vicino a gente che non sai assolutamente chi sia ma ti parla come se ti conoscesse da anni per il solo fatto che fai parte del pubblico del festival. Anche in via Po, via Montebello e zone limitrofe, la gente si riconosce da un'occhiata e si dice "buon Festival!" reciprocamente. E' meglio del natale. Qui a Torino con il Film Festival siamo tutti più buoni! Qui Bamboo, a voi studio.
In attesa di realizzare gli ultimi scampoli di ripresa, l'ingegno Bamboo non resta frenato. Sappiamo tutti quanto sia difficile autoprodursi un film (come un disco, come una qualsiasi operazione culturale che non ha fini di lucro ma che per un motivo o per l'altro finisce col pesare anche se in minima parte sulle proprie tasche). Cazzeggiando qua e là abbiamo scoperto Cafépress, uno di quei siti dove si può aprire un "negozio virtuale"... Detto, fatto. Il BambooShopè già attivo! Potete acquistare magliette Bamboo di tutti i tipi e misure, cappellini Bamboo (lo vedete qui a fianco, è super tamarro, nevvero?), tazze, mousepad, magneti da frigo, spillette e tutto quanto fa il vero supporter BP! Affrettatevi perché ora come ora sono in vendita a prezzo di costo (il che vuol dire che noi tre non ci guadagnamo nulla se non il piacere di "vedere il gadget"). Non appena ci serviranno fondi per la prossima produzione video, incrementeremo di poco il prezzo, in modo che qualche piccolo euro proveniente dalle vostre prodighe tasche si tramuti magicamente in cassette miniDV, pile, generatori, faretti, catering e tutto quanto rende magggico il mondo Bamboo!
Altra notte Bamboo, altro regalo. Grazie al simpatico software FlaskMPEG, il VOB del filmato di repertorio (ani '30? anni '40? fuori dal tempo?) della Mole Antonelliana è diventato un bell'AVI non compresso dal quale abbiamo potuto estrarre l'inquadratura finale del film: una panoramica sui tetti di torino di più di 50 anni fa, che permette al film di chiudersi con una sorta di "ritorno al passato", un ritorno al tempo della cartolina, oggetto catalizzatore della storia. Da qui un sacco di ragionamenti sul senso ultimo del film. Concordiamo tutti, ora che si avvicina la fine del montaggio video, che si tratta di un opera "fuori dal tempo". Non è agganciata a nessun contesto, è surreale, un po' fiabesca, la gente si potrebbe chiedere "bello, ma... perché?" - che è poi quello che a volte capita realmente. Eppure è un vero film Bamboo. Non è un documentario su commissione, non è una storia di grandi passioni stile fiction televisiva, non è simile ai film che "vanno" al cinema... Si tratta veramente di una scheggia delle nostre menti, del nostro modo di pensare, di raccontare. E quindi ancora di più, ripensandoci, la nostra ammirazione va a tutti quelli che ci sono entrati dentro con entusiasmo, prestandosi a far vivere un qualcosa che se vogliamo ha un messaggio universale (il tema della ricerca e bla bla bla) ma che è soprattutto molto personale, di noi tre. Quindi questo vuol dire che di gente che è in sintonia con le nostre vibre ce n'è! :-))