Così recitava una filastrocca goliardica dei tempi dell'università...quanti ricordi. Ma va beh, passiamo oltre. Allora, volenti o nolenti ci ri -siamo. Il Natale, i regali, i panettoni, i babbo natale che scendono dal camino, i banchetti che raccolgono fondi per cani, gatti, orfani, prigionieri in Iran e quant'altro. Natale pagano o cristiano che sia, la Bamboo ci teneva a farvi i suoi migliori auguri di un sereno Natale. Ma visto che amiamo distinguerci dalla massa e dai soliti luoghi comuni (siamo troppo fighi ndr) eccovi una interessante riflessione della nostra SOP shittica, in merito ad uno dei simboli del Natale pagano, Santa Claus:
"Nell'augurare buone feste a tutti, vi ricordo che Babbo Natale (o Santa Claus che dir si voglia), è un prodotto del demonio e distoglie noi e i nostri figli dalla verità rivelata della Bibbia. Qualche prova? SANTA è l'anagramma di SATAN. Claus sta per Nicolaus, e "Nick" è uno dei nomi con cui Satana è più noto nelle leggende popolari. Babbo Natale si fa aiutare da elfi e folletti, certo non da angeli del paradiso. Spesso "Christmas" viene abbreviato in "Xmas", per non dover scrivere o pronunciare il nome di Cristo. Babbo Natale usurpa le caratteristiche di Dio e rivaleggia con lui (è presentato ai bambini come onnipotente, onnisciente, onnipresente). Babbo Natale veste di rosso, come il drago rosso dell'apocalisse. Viaggia di notte, come il principe delle tenebre. La sua risata "HO HO HO!" equivale a 666, il numero della bestia (6 lettere intercorrono tra la H e la O nell'alfabeto)"
Siamo silenti da un po', lo confessiamo. Quando un progetto è lungo come Souvenir, alla fine si finisce quasi per disamorarsi. Ma se siamo silenziosi sul blog le discussioni tra noi abbondano... Di lavoro da fare ce n'è ancora parecchio, a cominciare da un accorciamento del montaggio di tutto il film che poteva essere fatto solo dopo averlo lasciato "riposare" un po'... Ed ecco che ieri, i miei due compari hanno "operato"...!
Ieri sera io e Lolloby abbiamo dato 'na bella zampata al Nostro Caro Souvenicchio. Abbiamo accorciato di qualche secondo qua e là dando un ritmo bello uniforme... ma non abbiamo finito tutto! Ancora un pò ce ne va... ma poco! Dando colpi di raspa e di lima - con Mary sempre al nostro fianco - siamo arrivati al dopobarbona...! Il trucco della serata? Il Montaggio Transilvano :-DDD !!! Il Montaggio Transilvano trae ovviamente il nome dal Paese di origine, noto per le curiose abitudini dei suoi abitanti. Si può facilmente applicare ogniqualvolta ci si trovi tra le mani una panoramica in cui un gruppo segue una persona (!!!). Se passa troppo tempo tra il passaggio della persona e l'arrivo degli inseguitori che si fa? Si zanca il momento di vuoto e... lo si accelera!!! (IMPORTANTE: la MDP deve essere fissa!) Ma il gentile pubblico si chiederà "perché transilvano?" ...perché ciuccia e risucchia per bene la sequenza, la raggrinzisce, la "secca"! :-D (MionicoBamboo)
Siamo lieti di annunciare che il montaggio è quasi terminato! Ieri sono passato da Mag e credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo superato zona Kamal, e devo dire che a parte dei dubbietti sull'inizio (saltella ma abbiamo pensato a un sw correttivo) sta crescendo bene. la cosa che mi fa morire è che ormai è un continuo smontare e rimontare. Troveremo mai un equilibrio? :-DDD Poi è nato il trucco BOSCAIOLO. Fantastico. C'hai una ripresa lunga? Del tipo "passa A in campo, poi nessuno in campo, poi passa B in campo?" Bene accelleri al 200% motion nel pezzo in cui non c'è nessuno in campo e VOILA'. Sono molto contento.:-) (Louga)
Insomma, abbiate fiducia... prossimamente su questi schermi, ci saremo! Il lavoro infuria, la vita stanca, sul PC sventola pellicola bianca...
[...] Il cinema della Bamboo Productions va contestualizzato nel periodo storico che vede la sua nascita. Il primo cortometraggio narrativo, "Condominium" (2000) - preceduto a sua volta da alcuni micrometraggi di stampo dadaista tra cui "Le meraviglie della musica" - delinea già perfettamente l'idea che Corvi, Izzo e Mion hanno del personaggio, motore trainante di ogni azione. L'uomo, per la Bamboo Productions (BP) è una coscienza "vergine", assolutamente ignara del mondo. Il personaggio BP è circondato da segni misteriosi, che né lui né lo spettatore riescono a capire fino in fondo. Il personaggio a volte si rinchiude nella sua apatia, lasciando che il mondo vada avanti da sé o costruendosi un proprio mondo interiore come surrogato. Più frequentemente, avvia una ricerca di senso che, sembrano dirci i tre registi, potrebbe non avere mai fine. Il personaggio del primo episodio di "Condominium", ad esempio, si rifugia per quasi tutta la durata della storia in un mondo onirico, mentre il personaggio del secondo episodio aspira a comprendere il senso di uno spaghetto - fil rouge della sua esistenza - che lo porterà infine al desiderio di morte (in un sublime incrocio di eros e thanatos). Anche il protagonista del terzo episodio (con l'attenuante della coscienza "annullata" dall'alcol) fallisce nel suo tentativo di comprendere i segni del mondo che lo circonda. Possiamo quindi dire che - almeno per quanto riguarda la prima produzione BP - il personaggio è destinato alla sconfitta: il mondo resta incomprensibile. O, nell'eventualità di un'illuminazione, il personaggio è destinato a scomparire. [...] La ricerca e la decifrazione della realtà continuano in "L'esperimento del dott. Kurlov" (2002): all'interno di una struttura che potremmo definire "di genere", il personaggio avvia la sua ricerca su un aspetto della realtà funzionale alla narrazione (il tema dei rifiuti organici) ma che lo porterà all'estinzione. Il passaggio successivo, ben evidenziato proprio in "Kurlov", è la trasfigurazione del personaggio che diventa altro da sé proprio nel momento dell'illuminazione (qui sottolineata da un'intensa transizione in rosso memore del Bergman degli anni '70). Sappiamo da appunti e soggetti contemporanei alla realizzazione di "Kurlov", che la BP stava appunto "giocando con i generi" (soprattutto l'horror e la fantascienza, generi prediletti da Corvi, Izzo e Mion): nello stesso periodo lavoravano alla produzione di un cortometraggio mai realizzato su un personaggio sdoppiato, che sente voci provenire dallo scarico del lavandino. Ci sembra un'ulteriore prova del tentativo dei registi di rivestire di codici universalmente accettati la difficoltà per l'uomo di interpretare la realtà. [...] Venendo a "Souvenir" (2006), il cui premontaggio abbiamo avuto la fortuna di vedere in anteprima, risulta evidente come la BP abbia messo in scena la storia di una ricerca, di un personaggio completamente "bianco" che raccoglie indizi sulla realtà in cui è inserito e che li perde costantemente poco dopo averli avuti sotto gli occhi. La magia, l'ironia, il grottesco e il surreale sono solo i mezzi con i quali la BP riveste il tema fondamentale della ricerca del senso. Una ricerca che non può avere fine, in quanto il personaggio (qui perfettamente reso dall'interpretazione lunare di Pietro Giau) agisce in una realtà che è come scritta sulla sabbia: le "onde del destino" cancellano continuamente quello che l'uomo faticosamente raccoglie. [...] (da: "Canne di Bamboo. Un cinema flessibile", di G. Boi e R. Paparozzi, Marsilio 2005)